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Vitamina D e sistema immunitario

Quando parliamo di Vitamina D, immediatamente si richiama alla mente la sua funzione più nota, ossia quella di essere amica delle ossa.

La vitamina D raggruppa una serie di ormoni che innanzi tutto regolano il metabolismo del calcio e del fosforo, favorendone l’assorbimento intestinale e riducendone l’escrezione con le urine; al contempo ne bilanciano la deposizione e il riassorbimento osseo a livello scheletrico.

La maggior parte (circa l’80%) è sintetizzata dall’organismo attraverso l’esposizione alla luce del sole, la parte restante va integrata attraverso l’alimentazione.

  • Vitamina D: alleato del sistema immunitario

La vitamina D possiede importanti funzioni oltre a quelle dell’omeostasi del calcio e delle ossa, che includono la modulazione delle risposte immunitarie innate e adattative.

Nella sua forma attivata, infatti, agisce con un’azione modulante nei confronti del sistema immunitario, attivando i linfociti T, ossia le cellule incaricate di riconoscere i corpi estranei, rendendoli più sensibili e forti nella lotta contro virus e batteri.

In passato infatti la vitamina D è stata utilizzata (inconsapevolmente!) per trattare infezioni come la tubercolosi prima dell’avvento di antibiotici efficaci. A quel tempo, i malati di tubercolosi erano inviati ai sanatori dove il trattamento includeva l’esposizione alla luce solare (che si pensava potesse uccidere direttamente la tubercolosi) e olio di fegato di merluzzo. Questo alimento, una ricca fonte di vitamina D, veniva infatti comunemente impiegato non solo come trattamento per la tubercolosi, ma anche per una maggiore protezione generale dalle infezioni.

Oggi vi sono numerosissimi studi trasversali che associano livelli bassi di vitamina D a un aumento delle infezioni. Un recente lavoro, ha studiato quasi 19.000 soggetti tra il 1988 e il 1994. Gli individui con livelli di vitamina D più bassi (<30 mg/ml) avevano maggiori probabilità di auto-segnalare una recente infezione del tratto respiratorio superiore rispetto a quelli con livelli sufficienti. Inoltre vi è anche una crescente evidenza epidemiologica che collega la carenza di vitamina D e le malattie autoimmuni tra cui la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, il diabete mellito, la malattia infiammatoria intestinale e il lupus eritematoso sistemico.

Gli effetti benefici della vitamina D sull’immunità protettiva sono dovuti in parte ai suoi effetti sul sistema immunitario innato. È noto che i macrofagi (le prime cellule della difesa che fanno parte del sistema immunitario) riconoscono il lipopolisaccaride LPS, un surrogato dell’infezione batterica, attraverso i recettori toll like (TLR). Il coinvolgimento dei TLR porta a una cascata di eventi che producono sostanze con una potente attività battericida come la catelocidina e la beta defensina. La produzione di queste molecole ad attività antimicrobica è stimolata dalla presenza della forma attiva di Vitamina D sul proprio recettore presente sulla membrana dei macrofagi. La vitamina D svolge dunque un ruolo importante nella risposta antimicrobica innata, entrando a gamba tesa in questo meccanismo che coinvolge macrofagi, recettori, batteri e virus.

  • Quando e come assumere la vitamina D?

In un mondo ideale in cui l’uomo passa molto tempo all’aperto, probabilmente non ve ne sarebbe bisogno. Purtroppo sono diversi i fattori che influenzano la sintesi di Vitamina D da esposizione solareuu e la maggior parte delle persone (soprattutto le donne), sembra esserne in carenza.

La prima cosa da fare è dosarla (con una semplice analisi del sangue): se il valore dovesse essere sotto la norma, si può cominciare ad assumerla ad una dose di base compresa tra le 22.000 e le 25.000 unità al mese, corrispondente ad una gelatina di VITAMIN D-LOGES a settimana. Dopo tre mesi, si può ripetere l’esame, ed eventualmente aggiustare i dosaggi. Nei periodi invernali e di maggiore bisogno è possibile raddoppiare il dosaggio per garantire un’efficace e corretta integrazione.

  • I nostri consigli

Ricordiamo che la vitamina D è un olio: quindi va presa a stomaco pieno, e la sua attività viene potenziata se contemporaneamente si attiva il recettore dei carotenoidi: quindi è bene assumerla insieme ad un pasto di verdure dal colore rosso/giallo/viola. Non dimentichiamo infine, nelle ore giuste, con moderazione ma con la dovuta costanza, l’esposizione al sole.

Scopri i rimedi naturali per potenziare il sistema immunitario.

vitamina D

L’importanza della Vitamina D: scopriamo i fattori che ne influenzano la sintesi da esposizione solare

  • Cosa sono le vitamine

Le vitamine sono sostanze organiche indispensabili al funzionamento dell’organismo. Svolgono un’importanze funzione protettiva e regolatrice: agiscono come fattori di crescita, rafforzano le strutture nervose, rafforzano il sistema immunitario e intervengono in tutte le reazioni organiche controllando le attività biochimiche.

Le vitamine si possono suddividere in due grandi gruppi:

Idrosolubili, che necessitano di un’assunzione giornaliera poiché non si depositano nell’organismo, come ad esempio le vitamine del gruppo B.

Liposolubili, che vengono assorbite assieme ai grassi alimentari e accumulate nel fegato. La carenza si manifesta in seguito a una mancata assunzione per lunghi periodi. Ne fanno parte la vitamina A, E, K e la vitamina D di cui oggi parleremo.

  • La vitamina D

La vitamina D nella sua forma attivata, agisce come un ormone che regola vari organi, sistemi ed è molto utile nel controllo dell’infiammazione e nel potenziamento del sistema immunitario. Considerando il fatto che attualmente la forma biologicamente attiva della vitamina D, cioè l’1,25-diidrossicolecalciferolo (detta anche vitamina D3 o calcitriolo), è appunto un ormone steroideo, è piuttosto buffo che essa, sia stata classificata proprio come vitamina.

La prima descrizione scientifica di un deficit di vitamina D è stata fornita nel XVII sec. con lo studio del rachitismo. Successivamente con lo sviluppo della scienza della nutrizione e la scoperta delle vitamine si capì più a fondo il nesso. Nel 1919, lavorando con cani allevati esclusivamente in assenza di luce solare, si mise a punto una dieta che permise di stabilire inequivocabilmente che il rachitismo era causato da un deficit di una componente presente in tracce nella dieta.

  • Forme di Vitamina D

Le forme più note di vitamina D sono la D2 e la D3.

La Vitamina D2, conosciuta come ergocalciferolo, deriva per irradiazione ultravioletta da uno sterolo vegetale, l’ergosterolo, e si trova ad esempio nei funghi. Questa forma di vitamina D è stata la prima ad essere isolata e identificata e rappresentava la principale forma di vitamina D prodotta per integrare le diete anche se in seguito è stata sostituita dalla D3.

La Vitamina D3, senza dubbio più importante rispetto alla precedente, è presente nel latte bovino, umano, pesci grassi e nell’olio di fegato di merluzzo: viene però soprattutto sintetizzata dalla pelle attraverso l’assorbimento dei raggi UVB, e successiva conversione del 7-deidrocolesterolo in previtamina D3. È stato calcolato che in 24 ore alla temperatura corporea di 37° approssimativamente circa il 50% della previtamina D3 viene convertito in vitamina D3. La vitamina D3 di origine esogena viene assorbita a livello duodenale e delle prime anse digiunali. Nel sangue la vitamina è veicolata da una specifica alfa-1-globulina: può quindi venir metabolizzata oppure immagazzinata a livello del tessuto adiposo come precursore della forma attiva, calcitriolo.

  • Il fabbisogno di Vitamina D tra esposizione al sole e alimentazione

Va tenuto presente che alle nostre latitudini circa l’80% del fabbisogno di vitamina D è garantito dall’irradiazione solare e il restante 20% viene assicurato dall’alimentazione. Per tale motivo, una corretta e adeguata esposizione ai raggi solari risulta fondamentale nel favorire un’efficiente sintesi di vitamina D3.

L’esposizione alle radiazioni UVB e la sintesi della vitamina sono influenzate da diversi fattori:

– Stagione e latitudine

Soltanto una piccola parte dei raggi solari UVB raggiunge la superficie terrestre perché assorbiti dall’atmosfera terrestre. Questo fenomeno aumenta all’aumentare della latitudine, ovvero man mano che ci allontaniamo dall’equatore, e durante la stagione invernale con conseguente difficoltà nel produrre un adeguato quantitativo di Vitamina D3.

Detto ciò, verrebbe da pensare che, prendendo in considerazione l’Europa, la popolazione italiana risulti tra i primi posti in termini di concentrazione di Vitamina D3 circolante. Ed invece gli italiani si trovano in fondo a questa particolare classifica dove a primeggiare sono paradossalmente gli abitanti scandinavi, i quali compensano lo svantaggio della posizione geografica con l’alimentazione e l’integrazione per soddisfare il loro fabbisogno.

– Ora del giorno

L’orario della giornata e, di conseguenza, il posizionamento del sole, influisce sull’intensità dei raggi UVB che raggiungono i valori massimi tra le 11:00 e le 15:00.

– Altitudine

All’aumentare dell’altitudine corrisponde un aumento dell’intensità della radiazione UVB che raggiunge la superficie terrestre. Questo perché, ad altitudini maggiori, il percorso dei raggi UVB che attraversano l’atmosfera è minore e, dunque, l’effetto di filtraggio è meno efficiente.

– Inquinamento atmosferico

L’inquinamento atmosferico assorbe le radiazioni solari UVB e, di conseguenza, riduce l’efficacia dell’esposizione al sole nella produzione di vitamina D.

– Contenuto di melanina della pelle

Le persone con la pelle più scura hanno in genere più melanina e per tale motivo necessitano di tempi di esposizione maggiori rispetto alle persone di carnagione chiara per sintetizzare gli stessi quantitativi di vitamina D.

– Uso di creme solari

Le creme solari, fondamentali per la protezione da malattie della pelle, riducono l’assorbimento dei raggi UVB.

I fattori che influenzano l’esposizione alle radiazioni UV e le ricerche condotte finora sulla quantità di esposizione al sole necessaria per mantenere adeguati livelli di vitamina D rendono difficile fornire linee guida generali. È stato suggerito da alcuni ricercatori, ad esempio, che circa 15-30 minuti di esposizione al sole tra le ore 10 e le ore 15 almeno due volte alla settimana di solito portano a una sufficiente sintesi di vitamina D.

  • Integrazioni di Vitamina D

Gli individui con esposizione al sole limitata devono aggiungere buone fonti di vitamina D alla loro dieta o assumere una supplementazione farmacologica per raggiungere i livelli sierici adeguati.

Il dosaggio della 25-OH-D3 riveste un ruolo essenziale nel monitoraggio dei pazienti che presentano disturbi del metabolismo del calcio associati a rachitismo, ipocalcemia, gravidanza, ipoparatiroidismo e osteoporosi nella postmenopausa.

I valori di riferimento espressi in ng/ml sono i seguenti:

  • carenza: <10
  • insufficienza: 10 – 30
  • sufficienza: 30 – 100
  • tossicità: >100

Purtroppo, non sempre la sintesi copre il fabbisogno individuale, specie nei soggetti anziani e fragili, nei quali diventa pertanto indispensabile la supplementazione.

In tabella troviamo la stima di dose terapeutica e di mantenimento in funzione dei livelli di 25(OH)D in soggetti che non hanno ricevuto supplementi nell’ultimo anno secondo le linee guida SIOMMS. Risulta, quindi, molto utile controllare periodicamente il valore sierico di tale vitamina e consultare il proprio medico qualora se ne rilevasse una carenza.

Alterazioni del fabbisogno di vitamina D sono state associate a diversi tipi di malattie, dal diabete all’infarto, dall’Alzheimer all’asma. Più di recente, nel corso della pandemia da Covid-19, nella comunità scientifica si è aperto il dibattito sulla possibilità che una carenza di vitamina D aumenti il rischio di sviluppare forme gravi di infezione da Sars-CoV-2. Al momento però la questione resta ancora da approfondire.

Per sopperire alla carenza di Vitamina D, Vitamin D-Loges è un integratore di vitamina D in gelatina ad alto dosaggio (5600UI), un prodotto altamente innovativo basato su una tecnologia brevettata di emulsione di olio incapsulato in una matrice gelatinosa che si dissolve a contatto con gli enzimi gastrici, con un assorbimento più veloce e facile rispetto alle classiche forme farmaceutiche.

La formula farmaceutica in gelatina e il sapore al gusto di limone la rendono adatta a tutti, in particolar modo ai bambini che di solito sono restii ad assumente integratori e farmaci vari.

Senza glutine, senza lattosio, senza zuccheri e senza ingredienti artificiali, Vitamin D-Loges può essere assunta seguendo le dosi raccomandate come trattamento base per curare e prevenire la carenza da Vitamina D, salvo diversa prescrizione medica e in assenza di esigenze specifiche o particolari patologie.

Leggi anche Cosa fare in caso di carenza di Vitamina D.

carenza vitamina d

Cosa fare in caso di carenza di vitamina D

Quando si parla di Vitamina D si fa riferimento ad un gruppo di pro-ormoni liposolubili composto da 5 vitamine (D1, D2, D3, D4 e D5) veicolate nell’organismo attraverso i lipidi.

Le due forme più comuni e importanti, soprattutto per il valore biologico, sono:

  • l’ergocalciferolo, o vitamina D2, di origine vegetale;
  • il colecalciferolo, o vitamina D3, di origine animale e derivante dal colesterolo.

Proprietà della vitamina D

La vitamina D è nota anche come “vitamina del sole” in quanto la sua produzione a livello organico ed epidermico deriva dall’esposizione alla luce solare per effetto dei raggi UVB. Svolge funzioni molto importanti per l’organismo:

  • regola l’assorbimento della vitamina A;
  • regola i livelli del fosforo e del calcio, fondamentale per il mantenimento della compattezza e della salute delle ossa e dei denti;
  • aiuta a mantenere la normale funzione dei muscoli;
  • consente il buon funzionamento del sistema nervoso e il mantenimento delle funzioni cerebrali e del buon umore;
  • contribuisce alla crescita sana delle cellule;
  • favorisce il buon funzionamento del sistema immunitario;
  • svolge un’azione antitumorale e protegge dalle infezioni;
  • è utile contro il rachitismo, una malattia infantile con conseguenze gravi sulla crescita.

Carenza di vitamina D

Cosa succede in caso di carenza di vitamina D?

Le fonti principali da cui il nostro organismo può ottenere vitamina D sono essenzialmente l’alimentazione e l’esposizione al sole. Spesso si sottovaluta la possibilità di essere soggetti ad una possibile carenza di vitamina D fin quando essa non viene diagnosticata.

La carenza di vitamina D è misurabile attraverso le semplici analisi del sangue. Generalmente i valori normali vitamina D sono compresi fra 30 e 100 ng/mL.

Tra i sintomi più comuni che denotano mancanza di vitamina D ci sono:

  • dolori alle ossa
  • eccesso di sudorazione (mani e testa)
  • stanchezza, debolezza muscolare
  • cattivo umore, stato depressivo

La carenza di vitamina D può dipendere da un insieme di fattori:

  • un’inadeguata esposizione solare
  • un insufficiente apporto alimentare
  • la presenza di malattie renali o epatiche
  • un aumento del fabbisogno e l’assunzione di alcuni specifici farmaci.

I soggetti maggiormente esposti ad una carenza di vitamina D sono coloro che trascorrono quotidianamente poco tempo all’aria aperta e coloro che non assumono un’adeguata quantità di fonti alimentari di vitamina D.

La produzione di vitamina D da esposizione solare può essere influenzata da diversi fattori come ad esempio l’ora del giorno, il tempo di esposizione, le variazioni stagionali delle radiazioni UVB, altitudine e latitudine, la quantità di pelle esposta, la carnagione e l’eventuale utilizzo di creme solari.

Esporre al sole almeno il viso e le braccia per circa 15-20 minuti al giorno, naturalmente con le dovute cautele, è una delle indicazioni di base degli esperti per permettere al nostro organismo di sintetizzare vitamina D grazie alla luce naturale, non solo durante la stagione estiva e nelle giornate soleggiate, ma nel corso di tutto l’anno.

Conseguenze della carenza di vitamina D

La carenza consiste in un livello di vitamina D insufficiente a mantenere in salute l’organismo dell’essere umano.

In medicina, la carenza di vitamina D è anche nota come ipovitaminosi D.

Le principali conseguenze della carenza di vitamina D nell’essere umano sono il rachitismo, nei soggetti di giovani o molto giovani, e l’osteomalacia e l’osteoporosi, negli individui adulti.

Tuttavia, l’ipovitaminosi D non si limita a questo: di recente, infatti, gli esperti hanno evidenziato anche la connessione con problematiche cardiovascolari e la predisposizione a una serie di malattie gravi, quali diabete, ipertensione, dislipidemie, sindrome metabolica fino all’Alzheimer, all’asma o alla sclerosi multipla.

Gli studi scientifici hanno storicamente mostrato l’efficacia della vitamina D nella prevenzione e nel trattamento di rachitismo ed osteomalacia. Per diagnosticare la carenza di vitamina D, i medici ricorrono alla misurazione dei livelli sanguigni di calcidiolo, anche noto come 25-idrossicalciferolo, abbreviato in 25(OH) D.

Il valore di 25(OH) D pari a 20 ng/ml (50 nmol/l) è ritenuto, secondo supporto scientifico, il limite oltre il quale viene garantito un adeguato assorbimento intestinale di calcio e il controllo dei livelli di paratormone nella quasi totalità della popolazione.

Esso dunque rappresenta il livello sotto il quale iniziare una supplementazione (IOM 2011).

L’intervallo dei valori compresi tra 20 e 40 ng/mL viene considerato come “desirable range” in base a motivazioni di efficacia, garantita oltre i 20 ng/mL, e sicurezza, non essendovi rischi aggiuntivi al di sotto dei 40 ng/mL.

I rimedi

In caso di carenza è bene assumere integratori specifici, sempre sotto controllo medico. Il fabbisogno quotidiano fisiologico di vitamina D varia con l’età e il sesso. Queste quantità, quando si svolge una vita regolare che permette di vivere anche fuori casa, viene immagazzinata in maniera naturale attraverso l’esposizione ai raggi solari.

Tuttavia, oltre a una maggiore esposizione alla luce naturale, un ottimo rimedio per chi è carente di vitamina D è attingere a fonti alimentari quali:

  • alimenti di origine animale, come fegato, uova, burro, latte, soprattutto il pesce e gli oli che contiene (salmone, pesce spada, sogliola, aringhe, merluzzo, anguilla, carpa, dentice, sgombro, trota, sardine, tonno, pesce persico, storione);
  • alimenti di origine vegetale, come funghi secchi, latte di soia e di riso, ortaggi a foglia verde.

La maggior parte degli alimenti, tuttavia, contiene scarse quantità di vitamina D. Pertanto, la sola dieta non può essere considerata una fonte sufficiente.

Nella tabella seguente, pubblicata sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), è riportata una lista di alimenti con corrispondente contenuto di vitamina D espresso o in UI/100 g o in UI/L.

 

Latte e latticini Contenuto medio di vitamina D
Latte vaccino 5-40 UI/L
Latte di capra 5-40 UI/L
Burro 30 UI/100 g
Yogurt 2,4 UI/100 g
Panna 30 UI/100 g
Formaggi 12-40/100 g

 

Altri alimenti Contenuto medio di vitamina D
Maiale 40-50 UI/100 g
Fegato di manzo 40-70 UI/L
Dentice, merluzzo, orata, palombo, sogliola, trota, salmone, aringhe 300-1500/100 g
Olio di fegato di merluzzo 400 UI/5ml (1 cucchiaino da the)
Tuorlo d’uovo 20 UI/100 g

 

Quando dunque l’esposizione alla luce del sole è inadeguata o l’alimentazione non sufficientemente corretta, è bene valutare nello specifico la necessità di assumere integratori naturali di vitamina D.

Integratori di vitamina D

Le persone che possono avere bisogno di integrazioni di vitamina D sono in genere:

  • gli individui che si espongono poco alla luce del sole e che vivono in luoghi molto inquinati (lo smog assorbe i raggi ultravioletti necessari ad attivare la vitamina D).
  • le donne che utilizzano contracettivi orali, poiché tali farmaci interferiscono con l’assorbimento di questa vitamina.
  • le donne durante la gravidanza e l’allattamento.

Gli integratori di vitamina D che si trovano in commercio sono principalmente integratori di vitamina D3. Gli studi individuano infatti nella vitamina D3 (o colecalciferolo, di provenienza animale) – e non in altre – la forma di vitamina D più efficace per assicurare giuste concentrazioni di questo nutriente nel sangue.

Essendo una delle vitamine liposolubili, per massimizzarne l’assorbimento è bene prendere gli integratori a pranzo o a cena, insieme a cibi grassi.

Vitamin D-Loges® 5600 UI è un innovativo ed efficace integratore alimentare di Vitamina D3 naturale in gelatine masticabili al gusto limone, la cui forma farmaceutica si basa su una tecnologia brevettata in grado di garantire un’elevata biodisponibilità.

Le gelatine Vitamin D-Loges® 5.600 UI hanno una facile assunzione in quanto non necessitano di acqua e sono prive di zuccheri e di ingredienti artificiali. Inoltre, ogni gelatina è confezionata singolarmente in blister in modo tale da preservarne la freschezza.

La Vitamina D3 contribuisce all’assorbimento del calcio e del fosforo, aiuta a mantenere ossa e denti sani, sostiene le normali funzioni del sistema immunitario e la corretta funzione muscolare.

Ultime novità per il trattamento e la prevenzione della carenza di vitamina D: nuovi criteri regolatori per la prescrivibilità a carico del SSN, nella popolazione adulta.

L’ AIFA, attraverso il proprio sito ufficiale, ha recentemente divulgato l’istituzione della Nota 96, con determinazione n. 1533/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Della Repubblica Italiana Serie generale n. 252 del 26 ottobre 2019, attraverso la quale vengono introdotti nuovi criteri che regolamentano “la prescrizione a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), nella popolazione adulta (età > 18 anni), dei medicinali con indicazione prevenzione e trattamento della carenza di Vitamina D”.

Secondo quanto riportato all’interno della Nota 96, la prescrizione a carico del SSN è limitata nei seguenti scenari clinici:

  1. Indipendentemente dalla determinazione della 25(OH) D
    – persone istituzionalizzate;
    – donne in gravidanza o in allattamento;
    – persone affette da osteoporosi da qualsiasi causa o osteopatie
    – accertate non candidate a terapia remineralizzante (vedi nota 79).
  2. Previa determinazione della 25(OH) D:
    – persone con livelli sierici di 25(OH) D<20 ng/mL e sintomi attribuibili a ipovitaminosi (astenia, mialgie, dolori diffusi o localizzati, frequenti cadute immotivate);
    – persone con diagnosi di iperparatiroidismo secondario a ipovitaminosi D;
    – persone affette da osteoporosi di qualsiasi causa o osteopatie accertate candidate a terapia remineralizzante per le quali la correzione dell’ipovitaminosi dovrebbe essere propedeutica all’inizio della terapia (le terapie remineralizzanti dovrebbero essere iniziate dopo la correzione della ipovitaminosi D);
    – una terapia di lunga durata con farmaci interferenti col metabolismo della vitamina D;
    – malattie che possono causare malassorbimento nell’adulto.

Infine, l’AIFA ha specificato che, “nelle more di un analogo processo di rivalutazione, restano al momento invariate le condizioni di rimborsabilità a carico del SSN di tali farmaci nella popolazione pediatrica”.

sistema immunitario

I rimedi naturali per potenziare il sistema immunitario

In ogni momento della nostra vita il nostro organismo entra in contatto con batteri, funghi, virus, altri microrganismi, varie sostanze chimiche estranee.

Il corpo umano per questo possiede il sistema immunitario, ossia un insieme di barriere naturali e sistemi di difesa in grado, quasi nella maggior parte dei casi, di contrastare i danni e guarire dalle malattie.

Il sistema immunitario funziona come una rete di sorveglianza o di difesa ed è formato da tessuti, organi e cellule che cooperano per difendere l’organismo attraverso l’immunità innata o aspecifica e l’immunità acquisita o specifica.

  • L’immunità innata

L’immunità innata, aspecifica, è chiamata così perché è presente alla nascita e fornisce una risposta immediata ai microrganismi invasori. Essa è costituita da barriere fisiche, come ad esempio la cute, barriere chimiche come il lisozima, ossia l’enzima disinfettante contenuto nella secrezione lacrimale, cellule immunitarie come ad esempio i macrofagi, le cellule che uccidono i microbi per fagocitosi. 

  • L’immunità adattativa

L’immunità adattativa o specifica mira alla distruzione di un microorganismo precedentemente incontrato e si sviluppa come risposta ad un’infezione adattandosi all’infezione stessa.

Dopo un primo contatto con una parte del microorganismo estraneo (antigene) si sviluppano particolari cellule della memoria (gli anticorpi) che conservano un ricordo a lungo termine dell’antigene, creando così la memoria immunologica, che svilupperà una risposta più immediata ed efficace qualora il microorganismo con quel particolare antigene dovesse ripresentarsi.

  • Quali sono i rimedi naturali per potenziare il sistema immunitario?

Sono molti i periodi dell’anno in cui le difese immunitarie hanno bisogno di un “aiuto”, per svolgere al meglio la loro attività. Non solo durante l’inverno, quando le condizioni atmosferiche sfavorevoli creano un ambiente ideale per l’attacco di virus e batteri, ma anche per il resto dell’anno il nostro sistema immunitario può subire squilibri a causa di diversi fattori come lo stress, la depressione e insufficienti ore di sonno. Per questo motivo, l’impiego di immunostimolanti naturali può essere d’aiuto per rinforzare il sistema immunitario.

Resveratrolo

Negli ultimi anni, molti studi hanno messo in evidenza il ruolo immunomodulatore del Resveratrolo.

Il Resveratrolo è un composto polifenolico, dalle note proprietà antiossidanti. Lo si ritrova in alcune piante, nell’uva, in alcune bacche e semi. Molte piante sintetizzano il Resveratrolo in risposta a stimoli meccanici in grado di danneggiarle, a infezioni fungine o ad attacchi da parte di parassiti.

Non solo: questa molecola è anche un potente antivirale.

Tuttavia, il Resveratrolo è insolubile in acqua e ha grandi dimensioni, e pertanto, è assorbito dalle nostre cellule con estrema difficoltà.

Come può dunque essere risolto questo problema? Ci viene in aiuto come sempre, la nutraceutica. Per favorire l’assorbimento o meglio, la “biodisponibilità” del Resveratrolo, è necessario usare, un vettore, che facilita l’entrata del Resveratrolo all’interno delle nostre cellule: il Beta Glucano. Tale molecola, infatti, si lega perfettamente al Resveratrolo, veicolandolo attraverso la membrana cellulare, permettendogli di attuare la sua azione benefica.

Beta Glucano

Il Beta Glucano è un polimero composto da molecole di glucosio appartenente alla classe dei polisaccaridi indigeribili e ha la struttura tipica dei carboidrati complessi. Sono presenti nelle pareti cellulari di funghi, lieviti, alghe, licheni e cereali, come avena, crusca e orzo.
La funzione immunomodulatoria del Beta Glucano si somma alla potente attività prebiotica, che favorisce la proliferazione della flora batterica intestinale.

L’effetto protettivo sulle cellule intestinali costituisce inoltre un fattore di prevenzione per l’insorgenza di malattie infiammatorie e la proliferazione di virus e batteri.

Recenti studi in vitro hanno osservato che il Beta Glucano agisce su diversi recettori immunitari e innesca i macrofagi, modulandoli e rendendoli più reattivi contro attacchi di virus e batteri esterni.

Ricordatevi dunque, qualora vogliate usare un prodotto a base di Resveratrolo, di procurarvene una versione che sia appunto coniugata all’1,3-1,6 Beta Glucano, come ad esempio il LINFOIMMUNO, affinché possa essere efficace e funzionante.

LINFOIMMUNO è una formula brevettata che sfrutta il sinergismo del Resveratrolo e del 1,3/1,6 Beta Glucano, per sostenere il sistema immunitario, durante il periodo invernale e in caso di maggiore necessità. Il Resveratrolo partecipa all’inibizione della replicazione dei principali virus respiratori. Il Beta Glucano amplifica l’attività dell’immunità innata favorendo una più rapida risposta della prima linea di difesa del sistema immunitario.

Lattoferrina

Una proteina essenziale per l’attività del sistema immunitario è la Lattoferrina. I suoi recettori, necessari per la captazione, sono presenti sui macrofagi (immunità innata) e sui linfociti (immunità acquisita), oltre che sulle cellule intestinali (prima linea di difesa dai virus intestinali). Oltre a potenziare l’attività delle cellule del sistema immunitario, la Lattoferrina è un potente antimicrobico, in quanto lega il ferro necessario per la sopravvivenza dei batteri, ed un antivirale, grazie alla sua capacità di legarsi ai glicosamminoglicani della membrana virale, prevenendo l’ingresso dei virus.

Dove troviamo la Lattoferrina?

La Lattoferrina è presente in alte quantità nel colostro e nel latte umano (6-2 mg/ml), mentre le sue quantità sono molto ridotte nel latte bovino (1-0,01 mg/ml) e suoi derivati. Pertanto, in periodi di maggior necessità è necessaria l’integrazione per sfruttare a pieno la sua attività antimicrobica.

Flavonoidi

Oltre al già citato Resveratrolo, in natura si trovano una serie di preziose molecole appartenenti alla famiglia dei flavonoidi come l’Esperidina e la Quercitina.

L’Esperidina è presente negli agrumi, in particolar modo nella parte bianca della buccia ed è nota per le sue proprietà immunostimolanti, antiossidanti e antiipertensive.

La Quercitina, o Quercetina, si trova in natura in una grande varietà di alimenti, dalla frutta (mele, uva, agrumi) alla verdura (broccoli, cipolle, capperi). La Quercitina aiuta a contrastare i radicali liberi e diminuire le infiammazioni croniche. Inoltre, si presta come valido aiuto per supportare il sistema immunitario.

Da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Biological Macromolecules è emerso che la Quercitina sembrerebbe dimostrare un’azione inibitrice nei confronti di virus respiratori, andando a destabilizzare una delle proteine responsabili della replicazione.

Sambuco
Una piccola pianta che ha importanti attività immunostimolanti è il Sambuco. Oltre ad essere l’ingrediente principale di un noto liquore italiano, il Sambuco è da sempre utilizzato nelle malattie da raffreddamento.

Come agisce?

L’effetto antivirale del Sambuco è diretto contro i virus dell’influenza poiché riesce ad inibire le prima fasi di un’infezione bloccando le proteine virali responsabili dell’ingresso nelle cellule ospiti e stimolando il rilascio di citochine che il sistema immunitario utilizza per coordinare una risposta più efficiente contro l’agente patogeno invasore.

Vitamina D
Le proprietà benefiche della Vitamina D sul nostro sistema immunitario sono oramai consolidate in campo scientifico.

Grazie alla sua azione immunoregolatrice, la Vitamina D stimola l’attività del sistema immunitario, nello specifico quella dei globuli bianchi. Inoltre, una carenza di Vitamina D è stata associata ad una ridotta funzionalità polmonare con relativo aumento del rischio di infezioni polmonari.

Ricordatevi dunque, qualora vogliate usare un prodotto a base di Vitamina D, VITAMIN D-LOGES 5600 UI, specialmente in autunno, quando c’è poco sole e questa vitamina non può essere prodotta perché manca l’esposizione della pelle alla luce solare.

Vitamina C
Oltre alla Vitamina D, un’altra vitamina che agisce sul nostro sistema immunitario è la Vitamina C. Essa è in grado, tra l’altro, di stimolare la proliferazione dei neutrofili, ovvero il tipo di globuli bianchi più numerosi presenti nel sangue circolante.

Probiotici
I probiotici sono microrganismi che, una volta assunti, sono in grado di colonizzare l’intestino riequilibrando il microbiota, la nostra flora intestinale fisiologica.

L’integrazione con i probiotici, non ha solo funzione anti-disbiosi, perché la loro funzione principale è immunostimolante. I batteri probiotici interagendo con le mucose intestinali stimolano il sistema immunitario locale, coadiuvando e rinforzando l’attività dei microrganismi autoctoni che partecipano anche alla produzione di Ig A e Ig M, due classi di anticorpi fondamentali per le difese immunitarie del nostro organismo.

Ma non tutti i probiotici, hanno un’attività immunomodulatoria della barriera intestinale (GALT); quelli che influenzano positivamente il sistema immunitario sono in particolare alcuni lattobacilli (es. plantarum, rhamnosus, lactis, casei) che promuovono la secrezione intestinale di IgA, modulano l’immunità innata e quindi l’attività dei macrofagi, stimolano la produzione di citochine da parte di linfociti.

PROBIOFLOR VIS in gocce o bustine orosolubili al gusto cacao è un immunobiotico a base di lattobacilli e bifidobatteri con aggiunta di Beta Glucano, Lattoferrina e Vitamine e oligoelementi, utile per il riequilibro del microbiota intestinale e nella prevenzione influenzale e nelle infezioni respiratorie invernali per ridurre durata e intensità dei sintomi attraverso la stimolazione del sistema immunitario mucosale, con l’attivazione e differenziazione di tutti i suoi mediatori.

  • I fattori che influenzano positivamente il sistema immunitario ed attivano le difese dell’organismo

Oltre ad assumere sostanze naturali ad azione immunostimolante, per potenziare il sistema immunitario e attivare le difese dell’organismo è necessario mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato.

  • Attività fisica regolare

L’attività fisica stimola la circolazione, protegge dallo stress, aiuta il corpo a espellere le tossine e favorisce la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore. Per cui praticare uno sport in maniera equilibrata e regolare (30/45 minuti al giorno) aiuta ad avere un sistema immunitario efficiente.

Sole

La luce del sole non solo ci mette di buon umore, ma assicura anche che il nostro corpo produca la vitamina D, che svolge un ruolo importante nel rafforzamento del sistema immunitario.

  • Dieta equilibrata

Una dieta sana ed equilibrata ci aiuta a mantenere il nostro organismo sano. Prediligiamo sempre alimenti di qualità, con origine controllata e certificata. Consumare quotidianamente frutta e verdura permette di mantenere buoni livelli di vitamine, sali minerali e oligoelementi essenziali per il buon funzionamento del sistema immunitario.

  • Dormire bene

Assicuriamoci di dormire 8 ore per notte. Un buon sonno non solo ci aiuta a recuperare le energie utilizzate durante il giorno, ma serve anche per rafforzare il sistema immunitario. La carenza prolungata di sonno può portare a infiammazione cronica di basso grado ed è associata a varie malattie che hanno una componente infiammatoria, come diabete, aterosclerosi e neurodegenerazione.

  • Eliminare fumo e alcol.

Il fumo e il consumo eccessivo di alcol danneggiano il nostro corpo e indeboliscono le nostre difese. Il consumo di alcol provoca la disattivazione di una parte importante del sistema immunitario per almeno 24 ore, mentre il fumo indebolisce il funzionamento del nostro sistema immunitario riducendo il numero di cellule immunitarie e di anticorpi nel sangue. Se si vuole aumentare le difese immunitarie, si dovrebbe smettere di fumare completamente e bere alcool con moderazione.

  • Evitare condizioni che causano stress

lo stress cronico indebolisce il sistema immunitario e aumenta la suscettibilità alle infezioni. Non sottovalutiamo pertanto l’importanza di apprendere tecniche di rilassamento, come la meditazione, lo yoga per assicurarci il giusto riposo.

Disbiosi intestinale: cause e cure

Se cercate il termine “disbiosi” su un motore di ricerca, vi si aprirà un mondo fatto di migliaia di link, news e pagine web. Solo su Google, la ricerca offre come risultato una lista di ben 328000 elementi!

Il motivo è che negli ultimi anni, se ne parla tanto, anche troppo e termini come “probiotici”, “microbiota”, “microbioma”, sono sulla bocca di tutti, ormai entrati nel linguaggio comune.

Con il termine di disbiosi intestinale si indica una condizione di squilibrio microbico, dovuta a una crescita eccessiva di batteri nocivi all’interno dell’intestino.

Le cause della disbiosi possono essere di varia natura: uno stile di vita eccessivamente stressante, cattiva alimentazione, uso di antibiotici, infezioni intestinali.

Ne consegue una forte irritazione dell’intestino, collegata a disturbi digestivi e intolleranze alimentari indirette. Infatti, un intestino infiammato non riesce ad assorbire correttamente le sostanze nutritive che provengono dagli alimenti.

Un intestino che non funziona bene espone l’organismo a una maggiore vulnerabilità alle infezioni e alle malattie autoimmuni.

Diventa, indispensabile, intervenire con l’assunzione di probiotici specifici, ossia batteri che aiutano a ripristinare le normali funzionalità dell’intestino.

  • Perché è importante prendersi cura delle funzionalità del nostro intestino?

Da sempre la nostra scuola di pensiero in medicina, è “intestinocentrica”: da un punto di vista evolutivo infatti l’intestino si sviluppa prima di tutto, prima del cuore, del cervello delle ossa. E proprio quest’organo, al di la delle funzioni primarie di assorbimento del cibo, riveste un’importanza fondamentale che può riassumersi in tre punti principali:

  1. È sede dei 4/5 del sistema immunitario residenziale: la maggior parte dell’immunità si trova infatti proprio a livello dell’ileo terminale, rendendo l’intestino uno dei più potenti organi immunologici del corpo umano
  2. È dotato di un innumerevole numero di neuroni e altre cellule nervose, pari ad esempio al cervello di un cane! È qui che si formano i principali neurotrasmettitori del sistema nervoso autonomo.
  3. È sede del MICROBIOTA, e cioè un insieme di batteri simbiotici, che si sviluppa alla nascita, dal peso di circa 1 Kg, e che tende ad essere stabile nel tempo.

I batteri che costituiscono il microbiota, a seconda della loro vitalità e del ceppo predominante, fanno sì che il sistema immunitario e il sistema nervoso, presenti a livello intestinale, dialoghino fra loro, divenendo crocevia di tutte le più importanti reazioni metaboliche e ormonali dell’organismo. Influenzare e regolare il microbiota significa dunque intervenire sulla probabilità di ammalarsi e di vivere più a lungo e in salute.

Queste considerazioni ci fanno capire l’importanza di intervenire con un buon probiotico per combattere il fenomeno della disbiosi intestinale.

  • Ma quali sono le regole da seguire per scegliere un buon probiotico in farmacia?
  1. È sede dei 4/5 del sistema immunitario residenziale: la maggior parte dell’immunità si trova infatti proprio a livello dell’ileo terminale, rendendo l’intestino uno dei più potenti organi immunologici del corpo umano
  2. È dotato di un innumerevole numero di neuroni e altre cellule nervose, pari ad esempio al cervello di un cane! È qui che si formano i principali neurotrasmettitori del sistema nervoso autonomo.
  3. È sede del MICROBIOTA, e cioè un insieme di batteri simbiotici, che si sviluppa alla nascita, dal peso di circa 1 Kg, e che tende ad essere stabile nel tempo.

La regola di base è sempre farsi consigliare da uno specialista.

  • I nostri consigli

Resta, comunque, un valido prodotto PROBIOFLOR, probiotico in capsule che integra e ripristina una giusta e bilanciata flora intestinale GRAM positiva, in situazioni come assunzione di antibiotici, stress, cattive abitudini alimentari.

Quando è meglio assumerlo? In qualunque momento, lontano dall’antibiotico se si è in terapia farmacologica, di mattina disciolto in uno yogurt potenziarne gli effetti sui disturbi intestinali,

Abbiamo visto che i probiotici hanno anche un ruolo chiave nella regolazione del sistema immunitario. In questo senso PROBIOFLOR VIS,  in gocce o bustine orosolubili, contiene probiotici con aggiunta di Beta Glucano, Lattoferrina, Zinco, Selenio e Vitamina D, utili nella regolazione dell’attività immunomodulatoria della barriera intestinale (GALT) oltre che per il riequilibrio del microbiota intestinale.

 

Probioflor Vis gocce
Probioflor Vis gocce
Problioflor Vis bustine orosolubili
Problioflor Vis bustine orosolubili

Quando assumere PROBIOFLOR VIS? In caso di disbiosi intestinale, in condizioni di particolare stress o in cambi delle abitudini quotidiane (es. viaggi), in caso di infezioni gastrointestinali e in tutti i casi in cui è necessario potenziare le fisiologiche funzioni del sistema immunitario

Nei casi più difficili, in caso di disbiosi complesse non risolvibili  con l’assunzione dei soli probiotici, ENTEROSTRESS favorisce la normalizzazione dell’ecosistema “parete-batteri” intestinale.

L’ENTEROSTRESS va assunto la sera, lontano dai pasti. La compressa, gastroresistente e a rilascio graduale, va deglutita e non masticata, per favorire la sua completa attività all’interno dell’intestino.

In copertina Foto di Elionas2 da Pixabay

allergie

Come combattere le allergie stagionali

Le allergie stagionali sono molto diffuse e consistono in una reazione eccessiva del sistema immunitario alla presenza di una sostanza estranea all’organismo, ovvero l’allergene. Questi tipi di sostanze sono inoffensive per la maggioranza delle persone, ma i soggetti allergici presentano reazioni immediate quando entrano in contatto con esse.

Tra le reazioni allergiche più frequenti vi sono rinite, congiuntivite e asma. Si manifestano solo in determinati periodi dell’anno, specialmente in primavera, estate o autunno, a seconda dell’elemento che scatena l’allergia. I sintomi interessano principalmente le membrane di rivestimento del naso, inducendo rinite allergica, o le membrane di rivestimento delle palpebre e del bianco degli occhi (congiuntiva), provocando congiuntivite allergica. Possono causare cute pruriginosa, secrezione e ostruzione nasale, lacrimazione, rossore agli occhi e starnuti.

Allergie stagionali: le primaverili, le estive e le autunnali
Tra le allergie stagionali più diffuse vi è senza dubbio quella ai pollini e alle spore delle piante, tipica della primavera. Il processo di impollinazione avviene tra febbraio e maggio e la maggior concentrazione di polline si registra tra maggio e giugno. Ecco perché chi è allergico ai pollini presenta in questi mesi evidenti disturbi. Tuttavia, spesso non si considera che i pollini non spariscono in estate e in autunno, perciò anche le allergie estive e autunnali comprendono reazioni allergiche al polline e alle graminacee.

Le allergie estive, oltre quella ai pollini, comprendono anche le reazioni allergiche alle punture di insetti e meduse. Così come l’effetto della crema solare può causare diversi tipi di reazioni allergiche.

Inoltre, non solo le piante espellono spore, ma anche le muffe e i funghi. Chi è allergico alle spore delle muffe avverte in estate e in autunno i maggiori fastidi.

Infine, le allergie estive e autunnali comprendono anche reazioni allergiche dovute agli acari della polvere che sono presenti in quantità maggiore nei mesi caldi, ma con l’accensione degli impianti di riscaldamento si diffondono nell’aria anche all’arrivo dei primi freddi.

Per cui si può riassumere che le principali allergie stagionali sono:

  • In primavera, allergia ai pollini.
  • In estate, allergie ai pollini, in particolare alle graminacee, allergia alle punture di insetti e meduse, allergia alla crema solare.
  • In autunno, allergia alle spore delle muffe, allergia ai pollini e allergia agli acari della polvere.

Come si diagnosticano le allergie stagionali

Una prima diagnosi delle allergie stagionali si può basare sulla tipologia dei sintomi caratteristici che si sviluppano soltanto durante una particolare stagione. I test cutanei possono essere utili per identificare l’allergene scatenante la patologia. Se si sospetta una forma allergica stagionale, l’esame del sangue a cui bisogna sottoporsi è il Rast Test che ricerca gli anticorpi che si attivano in caso di contatto con l’allergene. Questo tipo di esame può essere prescritto dal proprio medico di famiglia. Nel caso in cui il medico non dovesse reputare sufficienti e risolutive queste analisi, potrebbe indirizzare il paziente presso uno specialista, principalmente un allergologo, per ulteriori esami.

Rimedi naturali
L’allergia stagionale, rappresenta un disturbo estremamente diffuso e fastidioso.
Per contrastare questi sintomi bisogna ricorrere all’assunzione di farmaci elettivi come antistaminici e cortisonici. Ad esempio gli spray nasali a base di corticosteroidi, gli antistaminici e i decongestionanti aiutano ad alleviare i sintomi. Tuttavia, è possibile evitare o ridurre l’utilizzo di tali farmaci, ricorrendo ai rimedi che la Fitoterapia, e più in generale il mondo della “Medicina Naturale”, ci offrono.

Rimedi erboristici e integratori alimentari possono essere molto efficaci per supportare il trattamento sintomatico dell’allergia ai pollini. Ecco un breve elenco dei principali componenti naturali che aiutano ad alleviare gli effetti dell’allergia.

Perilla (Perilla frutescens): antiallergico ed immunomodulatore. La sua capacità di mitigare i disturbi allergici di varia natura (come asma, riniti, orticarie, dermatiti ed eczemi ecc.) è stata confermata scientificamente.

È particolarmente utile nei disturbi su base infiammatoria, comprese le allergie ai diversi antigeni. Allevia i sintomi della rinite allergica e può essere adatta alla prevenzione dell’asma bronchiale. Inibisce i più importanti mediatori chimici coinvolti nell’infiammazione e nell’allergia, quale istamina e leucotrieni. Inoltre, ha un effetto superiore del sodio cromoglicato sul rilascio dell’istamina.

Ribes nero (Ribes nigrum): offre un sostegno per le situazioni allergico-infiammatorie sia acute che cronicizzate. Ha un’azione immuno-stimolante.
È noto per le sue spiccate proprietà antinfiammatorie (con effetto simile al cortisone, ma senza lo stesso profilo di tossicità) e antiallergiche, antistaminico ed analgesico. Il Ribes nero è indicato nel trattamento delle allergie, dei fenomeni flogistici locali e generali che si manifestano, in modo particolare, a carico dell’apparato respiratorio (rinofaringiti, oculoriniti, bronchiti e asma bronchiale), di quello cutaneo, digestivo e articolare. Se alcuni segni dell’allergia, come tosse secca e raucedine, tendono a persistere il Ribes nero può essere associato alla Rosa canina.

Rosa selvatica (Rosa canina): antinfiammatorio e antiossidante.
Svolge un’importante azione nelle flogosi acute che comportano alterazioni delle mucose, soprattutto se associate a componenti allergico-asmatiche. Per tali proprietà è un rimedio importante nella prevenzione delle allergopatie respiratorie. Inoltre, i frutti della Rosa canina sono una fonte di Vitamina C concentrata, in grado di contribuire al rafforzamento delle difese naturali dell’organismo.

Scutellaria (Scutellaria Baicalensis): pianta che contiene alte percentuali di flavonoidi dalle proprietà antiossidanti, antiallergiche e antiflogistiche simili a quelle del prednisolone. Alcune frazioni di flavonoidi si sono dimostrare capaci di bloccare l’attività enzimatica responsabile della produzione delle sostanze che provocano l’allergia e frenare il rilascio di istamina da parte dei mastociti. La sua azione antiallergica è risultata decisamente superiore a quella della azelastina. Possiede anche attività antibatteriche e antivirali, utili nel trattamento delle complicanze delle affezioni allergiche delle vie respiratorie e intestinali, in combinazione con Cappero e Ribes nero.

Cappero (Capparis Spinosa): gemma fiorale che ha proprietà antiallergiche, antinfiammatorie e detossificanti epatiche. Contribuisce a ridurre i sintomi provocati
dai comuni allergeni, quali pollini, polvere, alimenti e sostanze chimiche, rendendosi utile non solo nella fase acuta ma anche nella prevenzione della risposta allergica. I boccioli di Cappero inibiscono i processi di degranulazione indotti da allergeni nei mastociti e nei basofili mediante aumento della stabilizzazione della membrana cellulare, riducendo così il rilascio di istamina e dei mediatori dell’infiammazione.

Liquirizia (Glycyrrhiza glabra): è un efficace immunomodulatore ed un inibitore del rilascio di istamina.
L’oligoterapia contempla invece l’associazione di Manganese, Zolfo e Fosforo per le allergie stagionali, con manifestazioni allergiche come riniti, congiuntiviti ecc. Questi elementi, assunti nel periodo di maggior malessere, svolgono un’importante azione desensibilizzante e disintossicante.

Un integratore alimentare considerato particolarmente innovativo e completo per la sua efficacia è lo ZIREX a compresse.
Lo ZIREX infatti è un integratore in grado di modulare l’istamina endogena, a base di Perilla, Cappero, Scutellaria, Ribes nero e Liquirizia, piante che regolano la reattività immunitaria dell’organismo nelle diverse manifestazioni allergiche.In particolare, la Perilla, la Scutellaria, lo Zinco e il Rame sono indicati per favorire le naturali difese dell’organismo. Il Cappero è utile per la funzionalità delle prime vie respiratorie. Il Ribes nero e la Liquirizia possono contribuire al benessere del naso e della gola. Il Manganese offre protezione contro lo stress ossidativo.